Accesso all'informazione giuridica dell'Unione europea on line: una rassegna

Informatica e DirittoNumero 2003-1/2, Gennaio 2003

Legato come :

Riassunto


1. Introduzione: il contesto (trasparenza e accesso, miglioramento della qualità della legislazione, verso la e-Commissione) - 2. Informazioni generali - 2.1. Funzionamento, evoluzione e futuro dell'Unione europea - 2.2. Attività dell'Unione europea - 2.3. Accesso per argomenti alle pubblicazioni e ai siti dell'Unione europea - 3. Banche dati - 3.1. Documentazione giuridica - 3.2. Procedure decisionali - 4. Attività e documenti delle istituzioni e degli organi - 4.1. Consiglio europeo - 4.2. Consiglio - 4.3. Commissione - 4.4. Parlamento europeo - 4.5. Corte di giustizia e Tribunale di primo grado - 4.6. Corte dei conti - 4.7. Comitato economico e sociale - 4.8. Comitato delle regioni - 4.9. Mediatore europeo - 5. Risorse bibliografiche

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Riassunto


Accesso all'informazione giuridica dell'Unione europea on line: una rassegna

Gli indirizzi Internet sono stati verificati il 17 febbraio 2004.

1. Introduzione: il contesto (trasparenza e accesso, miglioramento della qualità della legislazione, verso la e-commissione)

Alla fine del 2002 la Commissione europea ha censito 14.500 atti, per un totale di circa 97.000 pagine di Gazzetta ufficiale, che costituiscono l'acquis comunitario, inteso come insieme degli atti normativi secondari vincolanti - regolamenti, direttive e decisioni - ai sensi dell'art. 249 tr. Ce1. In realtà, il numero di documenti prodotti dalle istituzioni, dagli organi e dalle agenzie comunitarie è molto più elevato2. Si pensi, per esempio, alla stessa Commissione che negli anni 1992-2002 ha realizzato 38 libri verdi, 19 libri bianchi e più di 1.200 comunicazioni in tutti i settori, pubblicando, inoltre, circa 1.500 relazioni sull'azione comunitaria3.

E il discorso, ovviamente, non riguarda solo il primo pilastro, quello comunitario, della Unione europea [da ora in avanti Ue], ma anche gli altri due4.

Si tratta di una quantità elevatissima di dati pubblici5, documentazione giuridica in primo luogo, che fin dall'inizio degli anni Settanta del secolo scorso la Comunità si è posta il problema di gestire in forma automatizzata6 e che dalla metà degli anni Novanta ha incominciato a rendere disponibile in Internet. Nel 1995, infatti, nasceva il sito, creato inizialmente per una manifestazione specifica7, che ha avuto una rapidissima evoluzione che lo ha portato a diventare il portale Europa8. Questo portale adesso rappresenta il punto di accesso unificato a tutte le informazioni diffuse via Internet dalle istituzioni e dagli organi dell'Ue9. Il portale è oggi uno dei siti di maggior rilievo dell'intera Rete10; attraverso di esso è accessibile un milione di documenti (sommando le varie versioni linguistiche - in tutte le lingue ufficiali comunitarie - e non considerando quelli contenuti nelle banche dati11 che sono interrogabili attraverso Europa).

Lo sviluppo del portale - più in generale l'ampio ricorso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione [da ora in avanti TIC] - ha rappresentato uno dei modi attraverso i quali ha trovato risposta l'esigenza di garantire la massima trasparenza dell'attività delle istituzioni comunitarie. La trasparenza si concretizza nella possibilità per ciascun interessato di conoscere l'esistenza e lo sviluppo dei processi decisionali, di

Al tema è dedicata la direttiva 2003/98/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 novembre 2003, relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico. Sul tema, inoltre, è stato sviluppato il progetto ePSINet (per il quale si v. il seguente indirizzo: http://www. epsigate.org/).

Il problema di una piena affermazione del principio di trasparenza a livello comunitario, e del correlato diritto di accesso ai documenti delle istituzioni comunitarie, è stato posto all'inizio degli anni Novanta del secolo scorso. La vicenda istituzionale e normativa relativa a questi temi12, che ha coinvolto non soltanto le istituzioni politiche, ma anche i giudici comunitari, ha condotto, come è noto, alla specifica affermazione del principio di trasparenza nel Trattato sull'Unione europea (art. 1, in cui si fa riferimento ad una Unione nella quale le decisioni sono «prese nel modo più trasparente possibile») e del diritto di accesso nel Trattato Ce (art. 255) e, poi, nella Carta dei diritti fondamentali (art. 42)13. Sulla base delle previsioni del Trattato Ce è stato adottato, quindi, il regolamento n. 1049/200114 relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, che definisce i principî, le condizioni e le limitazioni che disciplinano il diritto di accesso, in modo da garantire il più ampio esercizio possibile di tale diritto. Il regolamento, prevede, fra l'altro, che ciascuna istituzione renda accessibile un registro dei documenti, che deve poter essere consultato in forma elettronica15; il registro non deve coprire tutti i documenti che ciascuna istituzione riceve o produce; deve, però, essere esaustivo per quanto riguarda il proprio campo documentario: determinate le tipologie di documenti che rientrano nel registro, devono essere repertoriati tutti i documenti che appartengono a tali tipologie.

La trasparenza è, inoltre, nell'ottica della Commissione16, uno degli aspetti principali della buona governance. Riformare la governance europea, cioè l'insieme delle norme, dei processi e dei comportamenti che influiscono sul modo in cui le competenze sono esercitate a livello europeo, significa, per la Commissione, ridurre il divario tra l'Ue ed i suoi cittadini, molti dei quali non conoscono i meccanismi di funzionamento e ciò che effettivamente fa l'Unione, la cui azione viene...

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