Giurisprudenza di merito

Rivista penaleNumero 7-2007, Luglio 2007

Legato come :

Riassunto


Furto - Sottrazione di cosa comune .Pena - Sanzioni sostitutive .Sicurezza pubblica - Stranieri .Vilipendio - Della religione .Furto - Aggravanti

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Riassunto


Giurisprudenza di merito

CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA Sez. I, 3 aprile 2007, n. 428. Pres. Dioguardi - Est. Massari - Imp. Lodi.

Furto - Sottrazione di cosa comune - Uso momentaneo - Configurabilità del reato - EsclusioneCondizioni.

L'uso momentaneo di cosa comune non integra il reato di cui all'art. 627 c.p. a condizione che sia conforme alla naturale destinazione della cosa e che sia seguito dalla restituzione della stessa. (C.p., art. 627) (1).

(1) La Corte, con la sentenza in epigrafe, precisa un punto di diritto marginale ma assolutamente nuovo relativamente al quale non si rinvengono editi precedenti.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO. - Lodi Alessandro veniva giudicato dal Tribunale monocratico di Parma quale imputato del reato di furto (di una caldaia per riscaldamento domestico) in epigrafe precisato.

Le risultanze dibattimentali.

La caldaia in questione, già originariamente installata in uno stabile di proprietà di Savani Domenico in via Martiri della Libertà a Berceto, era poi pervenuta, alla morte di quest'ultimo e dopo diverse vicende successorie, in comproprietà tra Lodi Alessandro e Savani Giuditta, parte civile nel presente procedimento: caldaia che poi, verso febbraio-marzo del 2000, era stata temporaneamente installata da un idraulico (Bonelli Franco), su iniziativa del Lodi, in un bar gestito dallo stesso, per essere quindi riportata, dopo una ventina di giorni, in un corridoio di proprietà comune, dove (su indicazione sempre del Lodi) veniva rinvenuta dal m.llo Parmi Enrico, comandante della stazione CC. di Berceto, che l'aveva quindi riconsegnata alla Savani. La temporaneità ab origine di quell'installazione emergeva in particolare dalla deposizione del teste Bonelli (pag. 32 della trascrizione del verbale d'udienza 1 ottobre 2002), secondo cui, essendovi premura di aprire quel certo bar e non disponendo egli in quel momento di una caldaia nuova, frattanto venne montata quella usata che il Lodi gli aveva detto di avere.

All'esito del giudizio, con sentenza in data 10 gennaio 2005 il tribunale dichiarava Lodi Alessandro colpevole del reato di cui all'art. 627 c.p. (sottrazione di cose comuni), così modificato l'originario capo di imputazione, e, previa concessione delle attenuanti generiche, lo condannava alla pena di euro 20,00 di multa nonché al pagamento delle spese processuali; lo condannava altresì al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, liquidati in euro 100,00 con gli interessi legali dalla sentenza al saldo, ed alla rifusione delle spese di costituzione e di assistenza.

Proponeva appello il difensore dell'imputato svolgendo le seguenti doglianze/conseguenti richieste.

1. Mancata assoluzione perché il fatto non sussiste. Secondo l'appellante, anche qualora si desse per ammesso che il Lodi avesse utilizzato la caldaia nel bar di cui narrativa, si sarebbe trattato pur sempre di un uso momentaneo, che non avrebbe recato pregiudizio alla quota di proprietà della contitolare Savani Giuditta. E poiché il fatto del comproprietario che faccia uso momentaneo della cosa comune non rientra nella previsione ex art. 627 c.p. né in alcun'altra norma penale, si tratterebbe di un fatto penalmente n...

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