Giurisprudenza di merito

Rivista penale - Numero 6-2005, Giugno 2005

Casa Editrice La Tribuna

Legato come :



Riassunto


Indagini preliminari - Attività del P.M. - Assunzione di informazioni - Testimonianza de relato - Utilizzabilità - Omicidio - Volontario - Tentativo - Requisiti per la sussistenza (...)

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Riassunto


Giurisprudenza di merito

TRIBUNALE DI NAPOLI Sez. III, 27 febbraio 2004, n. 898. Pres. Garzo - Est. Pezzella - Imp. Chiacchio.

Indagini preliminari - Attività del P.M. - Assunzione di informazioni - Testimonianza de relato - Utilizzabilità.

Omicidio - Volontario - Tentativo - Requisiti per la sussistenza - Idoneità dell'azione - Criteri di configurabilità.

Qualora le dichiarazioni rese nelle indagini preliminari, da persone presenti sul luogo del delitto, siano ritenute inidonee ai fini della decisione e possano servire solo a valutare negativamente l'attendibilità dei testi, ben possono trovare ingresso, ai fini della decisione, le dichiarazioni de relato rese dagli stessi testi agli agenti e ufficiali di P.G. intervenuti sul posto a porre fine l'attività criminosa in corso. Invero, non si tratta di dichiarazioni che hanno costituito oggetto di sommarie informazioni testimoniali, ma solo di chiarimenti che i presenti sul posto, nell'immediatezza dei fatti, hanno fornito alle forze dell'ordine intervenute. (C.p.p., art. 351) (1).

Per potersi configurare la fattispecie di tentato omicidio, ciò che ha valore determinante è l'idoneità dell'azione a concretizzare l'animus necandi del soggetto agente. Il giudizio sull'esistenza o meno di tale idoneità non rappresenta una diagnosi, ma una prognosi, anche se formulata ex post, ma con riferimento alla situazione così come presentatasi al colpevole al momento dell'azione, in base alle condizioni umanamente prevedibili nel caso particolare. Tale giudizio deve essere dunque fondato su dati esterni di fatto, che siano il più possibile obiettivi, quali possono essere la natura delle armi usate, il tipo e il numero dei colpi inferti, la distanza dal bersaglio, la direzione di mira, la violenza espressa nell'azione. (C.p., art. 56; c.p., art. 575) (2).

(1) Non così per Cass. pen., sez. ...

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