Tecnologie e Governance: nuovi strumenti e nuove regole per le politiche partecipative a livello locale

Informatica e Diritto - Numero 2008/1-2, Gennaio 2008

Alessandra Valastro - Professore associato di Diritto pubblico presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Perugia.

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Riassunto


1. Governance, tecnologie e partecipazione - 2. Il ripensamento del ruolo delle tecnologie da "obiettivi" a "strumenti": presupposti e regole - 3. Deliberative Polling, Open Space Technology, Electronic Town Meeting: casi virtuosi di combinazione fra metodologia e tecnologia

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Riassunto


Tecnologie e Governance: nuovi strumenti e nuove regole per le politiche partecipative a livello locale

1. Governance, Tecnologie E Partecipazione

Il dibattito che ha interessato nell'ultimo decennio la trasformazione delle modalità di esercizio del potere pubblico si è caratterizzato, sin dall'inizio, per il collegamento privilegiato con la tematica delle Information Communication Technologies. Fra i tanti aspetti che sono stati oggetto di analisi e approfondimento, sia in tema di government che di governance, costante è stata l'attenzione per il ruolo esercitato dalle tecnologie nel consentire l'implementazione di circuiti informativi e comunicativi più efficaci fra i soggetti pubblici e fra questi e la società civile: le ICT possono infatti offrire un importante contributo non soltanto in termini di innovazione organizzativa e di prestazioni amministrative (e- government), bensì anche sul piano dell'apertura e democratizzazione dei processi politici, favorendo l'ampliamento degli ambiti di partecipazione dei cittadini ad integrazione del modello classico di democrazia rappresentativa (e-governance).

Ma sebbene si tratti di aspetti dell'agire pubblico strettamente connessi, le politiche di riforma nei due ambiti hanno proceduto per lo più in modo separato, privilegiando gli obiettivi di efficienza tecnico-amministrativa, telematizzazione delle strutture e riorganizzazione dei servizi; mentre i progetti di e-governance (anche definiti, a seconda della prospettiva, di e-democracy) hanno scontato un ritardo culturale ben maggiore, incappando inizialmente in concezioni più marcatamente sondaggistiche e/o propagandistiche della politica, ove l'agire politico tende a servirsi delle tecnologie per inseguire le modalità della comunicazione commerciale piuttosto che quelle della dialettica politica in senso classico1.

Così, anche su impulso dell'Unione europea, l'attenzione per la tematica dell'e-government ha assunto un peso via via crescente nell'ambito delle politiche di innovazione tecnologica: basti ricordare il mutamento di prospettiva dell'intervento legislativo, il quale, caratterizzato fra gli anni '70 e gli anni '90 dalla proclamazione dei diritti di accesso e trasparenza, ha assunto nel periodo successivo il segno delle politiche di organizzazione, semplificazione e informatizzazione, quali profili strumentali rispetto alla compiuta realizzazione di quei diritti2.

Ma la crescente complessità sociale ed economica connessa ai fenomeni di globalizzazione, e la conseguente necessità di dare risposte nuove in molti settori (ambiente, occupazione, salute, ecc.),...

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