La centralità dell'interesse del minore nelle dinamiche dei rapporti familiari

La famiglia e i suoi soggetti. Temi giuridici (2008)

Roberta Santoro -
Sezione: Sumario

Legato come :



Riassunto


1. Premessa. 2. La maturità del minore tra soggettività e capacità. 3. I diritti di libertà del minore nell'ordinamento giuridico: l'ambito internazionale; l'ambito c.d. locale. 4. Il diritto all'educazione come diritto fondamentale della persona del minore. 5. Profili di Riforma del diritto matrimoniale: affidamento e problematiche emergenti in tema di libertà religiosa. 6. La Carta di Nizza e la Costituzione europea una incerta definizione della libertà religiosa.

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Riassunto


La centralità dell'interesse del minore nelle dinamiche dei rapporti familiari

1. Premessa

Dopo la riforma del diritto di famiglia del 1975 si è sviluppata in Italia, grazie anche ai cambiamenti verificatisi nei consessi europei1, una nuova attenzione nei riguardi della condizione minorile, in particolare modo delle sue condizioni di vita, dei suoi bisogni e delle sue esigenze educative.

L'ordinamento giuridico italiano ha incominciato a rico- noscere che il "minore" non poteva essere solo destinatario di norme giuridiche di protezione, ma doveva essere riconosciuto come titolare di diritti e che questi dovevano essere garantiti.

La nostra stessa Costituzione, infatti, riconosce al minore i diritti inviolabili dell'uomo "sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità", impegnandosi a rimuovere gli ostacoli che "impediscono il pieno sviluppo della persona umana" (artt. 2 e 3, comma 2, Cost.). I temi della famiglia, dei figli e della loro educazione trovano posizione nell'intero titolo II della Carta Costituzionale. L'ordinamento riconosce il singolo minore, sia come individuo che nella società in cui opera, e si impegna a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità.

In tale prospettiva, ciò che la Costituzione evidenzia non è un principio generico di tutela di un soggetto in posizione d'inferiorità, ma la condizione del minore in quanto persona, tutelandone i diritti della personalità2. Tra i diritti della persona, così come sono riconosciuti negli atti costitutivi delle Convenzioni e negli atti internazionali3, assume particolare rilevanza il diritto all'educazione.

Com'è stato opportunamente osservato, il diritto all'educazione è sinonimo di diritto "alla maturazione di una personalità autonoma capace di determinarsi liberamente nella vita"4.

In realtà, il minore non è pienamente capace di poter percepire concretamente quali sono i suoi diritti, e di poterne pretendere la loro attuazione. Anche per questa circostanza appare necessario che l'ordinamento li garantisca e li promuova.

Il primo organismo che dovrebbe adempiere a tale funzione è il nucleo familiare. La realtà odierna ci propone però casi in cui i genitori non sono in grado di valorizzare il minore come titolare di autonomi diritti, ma essa stessa ha bisogno di essere supportata a ricoprire tale funzione5. Esempi tipici sono rappresentati dalle crisi familiari che mettono a rischio la crescita equilibrata dei soggetti indifesi.

In tali casi d'insufficienza, vi è l'obbligo d'intervenire sia in sede giudiziaria, sia in sede amministrativa; luoghi in cui l'interesse del minore deve trovare piena tutela ed attuazione risolvendo le problematiche con soluzioni adeguate ed improntate, principalmente, all'interesse del minore6.

La decisione di interessarmi alla tematica qui discussa, nasce dalla considerazione che si tratta di una vera e propria emergenza sociale ed è palese un'urgenza di iniziative per poter comprendere meglio la natura del fenomeno e per poter cercare di delineare una linea culturale e politica di comportamento da parte di tutta la società, dalle autorità di governo fino ai comuni cittadini.

2. La maturità del minore tra soggettività e capacità

La posizione del minore nell'ordinamento è caratterizzata da uno stretto collegamento tra l'età e la corrispondente ca...

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