Lingue e concetti giuridici: premesse metodologiche per un sistema di accesso multilingue all'informazione giuridica

Lingua giuridica e tecnologie dell'informazione (2006)

Ginevra Peruginelli -
Sezione: Sumario

Legato come :



Riassunto


1. La politica linguistica europea e il principio del multilinguismo. 2. Obiettivi del multilinguismo in ambito giuridico. 2.1. La scienza della giurilinguistica come disciplina consacrata al multiliguismo giuridico. 3. Le peculiarità del linguaggio giuridico nel contesto del multilinguismo. 3.1. Diversità concettuale. 3.2. Diversità linguistiche. 4. La traduzione giuridica e il ruolo del traduttore. 4.1. Alcuni esempi di difficoltà nella traduzione giuridica. 4.2. La ricerca dell'equivalenza funzionale. 5. Verso sistemi di accesso multilingue all'informazione giuridica. 5.1. Considerazioni preliminari di analisi e studio. 6. Conclusioni. Bibliografia.

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Riassunto


Lingue e concetti giuridici: premesse metodologiche per un sistema di accesso multilingue all'informazione giuridica

1. La politica linguistica europea e il principio del multilinguismo

Il multilinguismo rappresenta oggi uno dei principi democratici su cui si basa l'Unione europea (UE) e riveste grande importanza per il funzionamento delle sue istituzioni. Gli organismi comunitari hanno dovuto gestire la diversità degli idiomi parlati negli Stati membri, fissando delle regole ben precise per garantire sia la parità linguistica, sia il rispetto delle singole identità culturali nazionali da preservare nella loro tipicità. La messa a punto di un regime linguistico adeguato rappresenta una costante nel processo di costruzione europeo, i cui sviluppi e implicazioni sono tuttora argomento di attualità1.

La politica linguistica rappresenta uno strumento fondamentale nel contesto europeo e riflette la volontà di salvaguardare l'identità culturale di ciascun popolo, tenendo conto della naturale evoluzione delle lingue.

È possibile individuare tre diversi indirizzi di politica linguistica.

Un primo indirizzo è diretto all'uniformità linguistica: viene scelta una lingua e si esclude l'uso di lingue alternative. Fautori di questa strategia sono stati i regimi centralisti in cui si assisteva a forme di soppressione delle libertà linguistiche e all'imposizione di una lingua nazionale, spesso coincidente con la lingua della classe dirigente (Unione Sovietica, Spagna di Franco, Italia fascista). Ma anche la Francia attuale, basata su un ordinamento non certo totalitario, segue questo indirizzo e conserva un atteggiamento verso le lingue straniere, in particolare verso l'inglese, di diffidenza, al fine di tutelare la purezza del francese che, sulla base della revisione costituzionale del 25 giugno 1992, è langue de la Republique.

Il secondo indirizzo prevede una imparzialità assoluta in cui le istituzioni si astengono dall'intervenire. Sono i cambiamenti sociolinguistici a determinare la nascita, l'evoluzione e la morte di una lingua; in questo modo le lingue che riflettono il mondo che rappresentano restano in vita, mentre quelle meno dinamiche muoiono.

Il terzo indirizzo è volto a tutelare le lingue regionali, quelle minoritàrie e i dialetti locali, considerati deboli in confronto alla lingua nazionale o ad una lingua straniera2.

A livello europeo, accanto a posizioni che sostengono l'eguaglianza delle lingue ufficiali e a iniziative per la promozione delle lingue minoritarie e regionali, sono presenti comunque segni evidenti che alcune lingue, come ad esempio l'inglese, hanno per così dire una reputazione più alta e godono di una posizione privilegiata.

2. Obiettivi del multilinguismo in ambito giuridico

Con il moltiplicarsi degli scambi transnazionali nel quadro di una più generale convergenza dei modelli di sviluppo ispirati a valori e principi di coesistenza pacifica e rispetto dei dir...

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