Modelli di novelle

Informatica e DirittoNumero 2002-1, Gennaio 2002

Legato come :

Riassunto


1. Introduzione: produzione e comunicazione del dato normativo - 2. Atti normativi, regole e tipi di re-gole - 3. Analisi funzionale - 4. Modifiche testuali espli-cite - 4.1. Analisi strutturale e semantica delle modifi-che testuali esplicite - 4.2. Strutturazione del catalogo - 4.3. Definizione del campione - 4.4. Esame dei risul-tati. Cento modifiche: confronto con le regole di tecni-ca legislativa e dati di riepilogo - 5. Percorsi di forma-lizzazione - 5.1. Schemi di formalizzazione delle modi-fiche - 5.2. Software di supporto alla formalizzazione 6. Il progetto Norme in Rete - 7. Bibliografia.

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Riassunto


Modelli di novelle

1. Introduzione: produzione e comunicazione del dato normativo

La comunicazione legislativa non può essere isolata dal momento della produzione del dato normativo: pro-gettazione del testo, discussione in aula, redazione fina-le, divulgazione, trattamento informatico del dato sono tutti ugualmente oggetto di due azioni principali dalle quali anche la comunicazione non può prescindere: 1) ridurre la quantità delle leggi esistenti e facilitare il re-cupero dell'informazione; 2) migliorare la qualità delle leggi e ampliarne la conoscenza.

Pensiamo che il contributo dell'informatica giuridica a tali azioni non sia marginale, e vada ben oltre la riorga-nizzazione degli archivi elettronici, seppur efficienti e utili ad un più veloce recupero dell'informazione1.

L'informatizzazione del dato giuridico può avvenire, in-fatti, già a partire dal momento della sua creazione: ad esempio, quando viene redatta una legge, un regolamen-to l'utilizzo delle tecnologie informatiche consente una maggiore aderenza del testo alle regole di tecnica legi-slativa, portando, conseguentemente, ad una maggiore standardizzazione, e permettendo, infine, una migliore catalogazione e possibilità di recupero dell'informazione.

Inoltre, si potrebbero impiegare le tecnologie informa-tiche nella fase di concepimento del dato normativo an-che ad un altro livello: quello della descrizione della se-mantica del testo di legge, e non solo della sua sintassi e struttura, come finora, principalmente è stato fatto. Gli sviluppi del WEB SEMANTICO (alla cui base sta la possibilità di realizzare, attraverso i METADATI, un Web in cui le informa-zioni relative al significato diventino 'comprensibili' dalla macchina), possono essere uno sprone a continuare l'at-tività di ricerca nella direzione dell'analisi semantica dei dati giuridici.

Per evitare però, di imporre modelli prescrittivi al legi-slatore, rischio in cui si era incorsi anni addietro, è neces-sario partire dai dati esistenti e lasciare che siano le tec-nologie informatiche ad adeguarsi alle esigenze del legi-slatore. A tal fine risultati visibili, si possono ottenere partendo da uno studio minuzioso del testo di legge (re-golamento, sentenza, ecc.), per descriverlo analiticamen-te nella sua struttura e nella sua semantica. Quanto più questa descrizione è formalizzabile, tanto più sarà com-putabile, e cioè atta ad essere processata automatica-mente da una macchina. Alla descrizione e modellizza-zione di aspetti ricorrenti nei testi di legge, dovrà seguire l'implementazione di tali modelli in software che rendano automatiche determinate operazioni.

Questo passaggio - dalla descrizione, alla modellizza-zione e implementazione - non sarà possibile per ogni aspetto del testo giuridico, a ragione del margine di am-biguità che caratterizza il linguaggio giuridico, e di tutti quei casi in cui la decisione circa la corretta interpreta-zione spetta, in ultima istanza, al giudice, quindi all'ope-ratore umano, e non potrà essere definita in via elettroni-ca.

Come sostiene Tiscornia, il MODELLO, che in senso tecnico evidenzia un approccio generalizzato e simbolico al trat-tamento computabile del dominio giuridico, in senso me-todologico indica una fase della ricerca volta a costruire, strutturare, descrivere il dominio, prima di automatizzar-lo2.

Lo studio del testo finalizzato a quanto detto, coinvol-ge, quindi, diversi fattori: il fattore linguistico, quello rela-tivo alla struttura, i rapporti fra le norme e l'intero ordi-namento, la strutturazione del significato, la corrispon-denza fra strutture formali e strutture semantiche; ele-menti che devono misurarsi passo passo con le possibili-tà offerte dalla computer science.

Nelle pagine seguenti approfondiremo l'analisi struttu-rale e funzionale dei testi di legge, e - al suo interno un'analisi sperimentale delle modifiche testuali esplicite, dal punto di vista linguistico e strutturale.

Questo tipo di studio, per quanto tecnico e apparente-mente lontano dai problemi del diritto all'informazione giuridica, è in realtà indispensabile allo sviluppo della co-municazione normativa.

2. Atti normativi, regole e tipi di regole

Gli argomenti citati in apertura (analisi funzionale, analisi delle modifiche, strutturazione di ontologie) han- no un comune oggetto di studio: l'ATTO NORMATIVO, in sé, nelle sue sottopartizioni e in rapporto agli altri atti normativi nell'ordinamento.

Nonostante la mobilità dei confini degli atti normativi è possibile rintracciare alcune caratteristiche che permetto-no di identificarli (ci riferiamo naturalmente agli atti nor-mativi dell'ordinamento italiano). Fra queste caratteristi-che, ad esempio, la pubblicazione in Gazz...

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